
Ogni anno la stessa storia. Arriva gennaio, si avvicina il Carnevale e il dubbio amletico salta fuori: “Ma da cosa ci mascheriamo???”
Si parte dall’assenza totale di idee – nonostante ad ogni riunione ci promettiamo di pensarci in largo anticipo – per arrivare, un mese prima della sfilata, a un turbinio di suggerimenti.
Fra tutte le proposte di quest’anno, la più incisiva e innovativa è stata quella di Paolo, che ha subito accolto il favore di tutto il gruppo.

L’idea di partenza era quella abituale di promuovere il territorio e questa volta avremmo incarnato una sua caratteristica importantissima: il vino!
Ma come fare? Semplicemente – si fa per dire – riproducendo un filare di vigne e accompagnandolo da contadini, grappoli d’uva a misura d’uomo e bag-in-box di vino. Molto semplice.
Trovata l’idea, si doveva passare alla realizzazione, sempre con il medesimo copione: discussioni sui materiali, infinite perlustrazioni dei negozi alla ricerca di materiali economici e riunioni – con pizzata annessa – per realizzare i vari mascheramenti.




Con largo anticipo, abbiamo concluso la scenografia: un filare di viti vere, riempito da grappoli fatti con palloncini gonfiati, era accompagnato da due contadini attrezzati con pompe per il verderame. A precedere il gruppo, un “Uomo sandwich” che portava la CARTA DEI TRAIL, abbinando i vini ai sentieri della Bernadia Trail Area.
Intorno al gruppo, seguito da un biker che aveva appoggiato la bici a un filare, c’erano due bag-in-box e quattro “grappoloni” di uva fatti di palloncini – tutti a misura d’uomo, ovviamente.






Al termine dell’apprezzata sfilata di domenica pomeriggio per le strade di Nimis, la giuria ha deciso di assegnare il premio speciale a Maglia Nera. Il Tomat – tipica maschera lignea – è andato a chi ha saputo coniugare territorio e sue attività con simpatia e spirito goliardico.
A questo link trovate la galleria di foto, tra cui quello molto belle realizzate da Alessandro Meloni (@a_l_e_x_78_m)













